Bere solo acqua col caldo? Non è sempre la mossa giusta
Vertigini e stanchezza quando fa caldo non dipendono solo dalla temperatura. Caffè, alcol e acqua da sola possono peggiorare la disidratazione estiva.

Vertigini, stanchezza o testa pesante nelle giornate calde vengono spesso attribuite solo alla temperatura. In realtà anche alcune abitudini legate a cosa e come si beve possono far peggiorare la disidratazione più della temperatura da sola. Due riguardano caffè e alcol, una terza riguarda, sorprendentemente, l'acqua da sola.
Caffè e alcol: due abitudini da tenere d'occhio
Il caffè viene spesso accusato di disidratare, ma la realtà è più sfumata. Una quantità moderata di caffè o tè non disidrata in modo significativo un adulto sano, perché il liquido contenuto nella bevanda tende a compensare il lieve effetto diuretico della caffeina. Il problema riguarda le dosi grandi o concentrate, come un caffè freddo grande o una bevanda energetica, che possono aumentare in modo evidente la produzione di urina. Nei giorni in cui si suda molto, meglio non affidarsi alle bevande a base di caffeina come principale fonte di liquidi.
Sull'alcol l'Istituto Superiore di Sanità è netto, e mette caffeina e alcol sullo stesso piano quando si parla di ondate di calore: «Il consumo di alcolici, di bevande che contengono caffeina e l'assunzione di alcune medicine ostacolano la capacità di raffreddamento dell'organismo». Non si tratta quindi soltanto di quanti liquidi si perdono, ma del fatto che il corpo diventa meno bravo a disperdere il calore proprio quando ne avrebbe più bisogno. È una precisazione utile per chi passa il pomeriggio all'aperto: l'aperitivo prima delle ore più calde non è solo una questione di reidratazione.

Perché l'acqua da sola non basta sempre
Può sembrare controintuitivo, ma bere grandi quantità di sola acqua dopo ore di sudorazione intensa può creare problemi. Il sudore contiene sodio oltre all'acqua: se si compensa solo la parte liquida, la concentrazione di sodio nel sangue finisce per diluirsi. L'ISS descrive proprio questo meccanismo parlando dei crampi da calore: sono provocati dalla mancanza di sali minerali dovuta alla forte sudorazione, si accompagnano a mal di testa, stanchezza e affaticamento, e chi ne soffre dovrebbe reidratarsi immediatamente con abbondante acqua e sali minerali. Come riferimento di partenza, l'ISS ricorda che in condizioni normali, grazie allo stimolo della sete, si assumono circa 1,5 litri di acqua al giorno: una base che d'estate, con la sudorazione, va rivista verso l'alto.

Chi rischia di più, e perché
Il caldo non pesa allo stesso modo su tutti, e le ragioni sono fisiologiche prima che comportamentali. L'ISS spiega che gli anziani e i bambini con meno di quattro anni tendono a sudare meno, e che gli anziani avvertono lo stimolo della sete meno dei giovani: quando fa molto caldo bevono meno di quanto servirebbe proprio per poter sudare e disperdere calore. A questo si aggiungono le malattie croniche (cardiache, respiratorie, diabete, insufficienza renale, patologie neurodegenerative) e i fattori socio-economici, come vivere soli o non avere accesso alle informazioni sanitarie. Anche il luogo conta: nelle città l'asfalto e il cemento fanno registrare temperature di 4-5 °C superiori rispetto alle campagne, e il calore resta intrappolato nelle strade anche di notte. Sul capitolo farmaci vale una regola sola: alcuni ostacolano la termoregolazione, ma non si sospendono né si riducono di propria iniziativa: se ne parla con il medico prima dell'estate.
Il bollettino del Ministero: i livelli di rischio
In Italia esiste uno strumento pubblico che poche persone usano davvero. Dal 2005 il Ministero della Salute ha un Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, e ogni anno da maggio a settembre pubblica bollettini giornalieri che assegnano alle città un livello di rischio: 0 nessun rischio, 1 pre-allerta, 2 temperature elevate con possibili effetti sulle persone più fragili, 3 ondata di calore vera e propria, cioè condizioni ad elevato rischio che durano per tre o più giorni consecutivi. Guardare il colore del giorno prima di programmare la spesa o una camminata è più utile che guardare solo i gradi. Per la casa l'ISS indica di arieggiare durante la notte e il mattino presto, di schermare le finestre nelle ore più calde e di regolare i condizionatori intorno ai 25-27 °C, perché una differenza eccessiva tra interno ed esterno non aiuta.
Non solo acqua: ecco cosa aiuta davvero
- Alternate le bevande a base di caffeina con acqua — soprattutto nei giorni in cui sudate più del solito.
- Evitate l'alcol prima e durante le lunghe ore all'aperto — reidratatevi prima, godetevelo quando fa più fresco.
- Dopo una forte sudorazione, reintegrate acqua e sali minerali insieme — è esattamente quello che l'ISS consiglia a chi ha crampi da calore.
- Uscite prima delle 11 e dopo le 18 — meglio se in aree verdi e ombreggiate, come indica l'ISS.
- In una giornata normale, con sudorazione contenuta, un'alimentazione equilibrata copre già il fabbisogno di sodio.
Dai crampi al colpo di calore: i segnali da riconoscere
C'è una scala di gravità, ed è utile conoscerla. L'esaurimento da calore si manifesta con un senso di leggero smarrimento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, mal di testa, rallentamento del battito, abbassamento della pressione, confusione e irritabilità, spesso con sudorazione abbondante; se non viene riconosciuto e trattato può progredire. Il colpo di calore è invece un'emergenza e si verifica quando la temperatura corporea raggiunge o supera i 40 °C, con possibile disidratazione grave, aritmie, delirio e perdita di coscienza: in quel caso si chiama subito il 112 e si porta la persona al fresco. Per lo svenimento, che dipende da un rapido calo della pressione, l'ISS indica di far distendere la persona con le gambe sollevate rispetto al cuore ai primi sintomi, come sudore freddo e visione opaca.
Una domanda da porsi
Quante volte oggi avete bevuto solo caffè o solo acqua, pur avendo sudato molto? Non serve rinunciare del tutto al caffè o a un bicchiere di vino, basta scegliere il momento giusto e accompagnarli con acqua e sali. In caso di vertigini persistenti, confusione o forte malessere legato al caldo, meglio raggiungere subito un posto fresco e rivolgersi a un medico o al farmacista se i sintomi non migliorano rapidamente. Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce un parere medico.
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